Abbiamo sempre vissuto nel castello

di Shirley Jackson
Adelphi, 2009
189 pagine
Categoria: Milano-Venezia


  • Sottopelle
  • Equilibrio
  • Follia

Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l’anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l’Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della mia famiglia sono tutti morti.


Con un incipit così cosa vuoi aggiungere? La recensione per me potrebbe finire qua ma dirò lo stesso qualcosa per non sembrare solo pigra.

Ho sentito parlare di questa autrice tre o quattro anni fa e tutte le recensioni e i commenti erano positivi ed entusiastici. Sono stata assalita dalla curiosità fin da subito, ma le più cocenti delusioni le ho ricevute proprio dopo essermi immaginata mari e monti con recensioni che promettono capolavori, perciò ho deciso di lasciar decantare il momento e l’entusiasmo prima di leggere qualcosa di Shirley Jackson.

Quest’estate si è accesa nuovamente la lampadina della curiosità mentre sbirciavo il catalogo Adelphi. Ed eccoci qua a parlare di un libro con un ritmo e una qualità narrativa magistrali e di sicuro tra i più belli che incontrato in questo 2021.

Abbiamo sempre vissuto nel castello si insinua sottopelle e destabilizza il nostro comfort quotidiano con una dose di inquietudine a cui non ero preparata. Jackson ci accompagna nell’equilibrio innaturale che si è creato tra due sorelle che vivono trincerate in casa dopo la morte di tutta la loro famiglia.

Non vi sembra abbastanza? Allora vi dico anche che tutta la famiglia, tranne le due sorelle e un vecchio zio, è morta avvelenata durante un pranzo proprio in quella casa. Ne volete ancora? Tutto il paese al posto di aiutare le due giovani si accanisce contro di loro senza pietà ritenendo la più grande colpevole.

L’idillio in cui paiono vivere nonostante tutto le due giovani, tra buona cucina, parole dolci e giardinaggio viene interrotto dall’arrivo dell’Estraneo. Da quel momento la storia diventa ancora più perturbante e destabilizzante e porta a far emergere il Male tra fiori curati, gesti delicati e marmelalte fatte in casa.

Buona lettura.

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