Gli invisibili

di Roy Jacobsen
Iperborea, 2022
288 pagine
Categoria: Milano-Venezia


  • Isola
  • Famiglia
  • Sopravvivenza

Nessuno può lasciare un’isola, un’isola è un cosmo in miniatura, dove le stelle dormono nell’erba sotto la neve.

A volte ricevono visite dalle altre isole. Offrono agli ospiti caffè e qualcosa da mangiare, parlando in continuazione e uno sull’altro, perché agli isolani le parole si accumulano dentro e prima o poi devono uscire. Quando si sono svuotati tornano a casa a raccogliere frasi nuove.

Però ha cominciato a perdere credibilità, a causa dell’età avanzata e del decadimento naturale, che non soltanto divora la memoria, ma produce quelle idee bizzarre e quelle stranezze che rendono i vecchi ridicoli agli occhi dei giovani, così che ogni generazione può ricordare quel che vuole e seguire la propria strada.


Benvenuti nell’universo Barrøy.
Barrøy è una delle infinite isolette che guardano da sud le Lofoten, in Norvegia, ma è anche il regno di una famiglia: al tempo del racconto tre generazioni di Barrøy convivono a Barrøy.
Quante volte si può dire “Barrøy” in un singolo paragrafo? Evidentemente molte se l’isola prende il nome della famiglia che la vive, e la vive in modo unico: nessun’altra dimora, nessun altro abitante, tranne loro.

Gli invisibili è il primo libro della saga dei Barrøy ed è incredibile perché la vita dura, semplice, al limite della sopravvivenza di questa famiglia nella prima metà del novecento è raccontata da Roy Jacobsen con grande abilità. L’autore tesse e tira fili narrativi che girano attorno a perni e ad ogni sovrapposizione, ad ogni nuova direzione, la storia si fa via via più avvincente.

Al centro del reticolo narrativo c’è Ingrid – giovane e unica figlia di Hans e Maria – la sua dimensione di vita sono i pochi chilometri di pietra e torba, mare impetuoso, freddo spietato ma il suo sguardo è lungimirante, lucido e lontano.

Con gli occhi di Ingrid seguiamo la raccolta del piumino, la pesca stagionale, la costante sfida tra uomo e natura, la trasformazione graduale della piccola isola. I Barrøy, per quanto lontani dal mondo, ma come tutti del resto, devono fare i conti con i cambiamenti che il tempo impone nel suo inesorabile procedere.

Quindi, mi sono ritrovata in spiaggia con 40° C a leggere di neve, barche a remi, tempeste nordiche e merluzzo essiccato: nulla di più distante, eppure questo libro mi ha affascinato e coinvolto seppur in modo gentile. Un passo alla volta tutti i componenti della famiglia mi sono entrati nel cuore, mi sono adattata ai cambiamenti anche io con loro e adesso non vedo l’ora di re-incontrarli nel prossimo libro e raccontarci tutto quello che è successo nel mentre.

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