Yoga

di Emmanuel Carrére
Adelphi, 2021
312 pagine
Categoria: Milano-Venezia


  • Pungente
  • Vibrante
  • Distruttivo

Non sono pazzo: so bene che ogni amore è in pericolo – che ogni cosa, comunque, è in pericolo-, ma mi figuravo che ormai il pericolo sarebbe venuto dall’esterno, non da me.

L’angoscia conficcata sotto il mio plesso solare altro non è che la paura della morte, e il lavoro da fare negli anni di vita che mi restano penso sia questo: imparare a espirare.

Ma sbaglio a dire questo: lo yoga non c’entra niente, il problema sono io. Lo yoga tende all’unità, e io sono troppo diviso per raggiungerla.


Yoga è ciò che non ti aspetti.
In Yoga c’è di tutto: c’è il reportage, c’è l’autobiografia, c’è il malessere, c’è la società e ci sono i temi di profonda attualità. Si, comunque c’è anche lo yoga e la meditazione. Sembra troppo, forse è troppo, ma Emmanuel Carrère con la solita pungente abilità armonizza il tutto. Il filo conduttore sono le fluttuazioni dell’animo e della mente, la sua.

Non vi brucerò il libro raccontandovi esattamente cosa accade e non mi offenderò se smetterete di leggere a questo punto la recensione, ma voi non leggete la quarta di copertina, lasciatevi sorprendere dagli eventi.

Quello che pare disorganico in Yoga diventa organico e riesce a stare assieme perché è personale, così profondamente personale da essere quasi disturbante. L’autore ci porta con sé nella sua vertigine discendente verso il baratro, un viaggio non annunciato che parte in sordina, da un’apparente stato di grazia.

Il libro inizia con la parte “reportage”: un racconto dall’internamento volontario ad un percorso di Vipassana, uno stage di meditazione di dieci giorni in cui i partecipanti non possono comunicare o conversare né tra loro né con l’esterno e che non è possibile abbandonare prima della fine del tempo stabilito.

L’autore partecipa a questo percorso meditativo per raccogliere materiale per un libercolo che vuole scrivere sullo yoga, disciplina a cui si dedica da anni, assieme alla meditazione e al tai chi, e che scopriamo, Emmanuel ha iniziato a praticare come auto-aiuto.

Auto-aiuto? Si, auto-aiuto per il contenimento e la gestione delle sue fluttuazioni mentali che lo portano da sempre verso il basso. La vibrante e fresca prima parte del libro lascia quindi spazio a un ventaglio di eventi narrati in prima persona che descrivono il cambiamento e lo spiegano più di mille parole. Sono prove tangibili.

Da libello sullo yoga, lo scritto si trasforma in un viaggio nella personalità e nella vicenda umana dell’autore. Ripercorriamo i suoi libri più celebri, seguiamo la sua salute, i suoi dispiaceri e guardiamo con i suoi occhi (intelligenti, puntuali, profondi) i grandi avvenimenti contemporanei, passaggi cardine delle esperienze comuni, dal terrorismo al dramma umano dei migranti.

Carrére si conferma grande autore, capace di gestire le situazioni più complesse, di rendere avvincente ogni passaggio, anche il più critico. Capisco perché sia ritenuto divisivo, ma capisco anche perché abbia vinto il premio de La Lettura come autore più rilevante del decennio.

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