Un piede in paradiso

di Ron Rash
La Nuova Frontiera, 2021
250 pagine
Categoria: Milano-Venezia


  • Angolazioni
  • Scomparsa
  • Tempo

L’ho guardato nei suoi occhi scuri come melassa. Non sapevo esattamente cosa mi aspettassi di trovarci, forse un barlume di paura alla vista del fucile, forse un barlume di rammarico. Ma qualunque cosa cercassi in quegli occhi scuri, non sono riuscito a trovarla.

In cucina, un calendario con gli angoli arricciati ingialliva sopra i fornelli. Era rimasto al mese di agosto del 1952.

Comunque sia non era mia intenzione tornare, che fosse per pescare o nuotare o fare sci acquatico o qualunque cosa del genere. Non era un posto per chi aveva una casa, quello.
Era un posto per gli scomparsi.


Cinque occhi, cinque persone, cinque angolazioni diverse di uno stesso oscuro fatto. Per ogni angolazione il tempo scorre, procede e alla quinta voce il cerchio si chiude definitivamente.

Un mistero scuote Jocassee, valle della contea agricola di Oconee in Carolina del Sud: Holland Winchester, la testa calda del paese, pare svanito nel nulla. La madre sostiene che è stato ucciso, lo sceriffo cerca le prove, ma finché non si trova il corpo non potrà ritenere la scomparsa un omicidio. Trame, rancori, vecchie paure e credenze intercorrono tra gli abitanti della valle, su i quali si impone un tempo definito, una scadenza: tra non molto quel mondo, la loro casa, sarà sommerso dall’acqua. La diga della Carolina Power verrà costruita nonostante le proteste.

Il ritmo è calmo e incalzante allo stesso tempo, ricorda molto la canicola che attanaglia la valle nell’estate del 1952; i protagonisti sono persone così comuni che chiunque, per un aspetto o per un altro, si può rivedere in uno dei personaggi raccontati. Senza accorgersene si è completamente coinvolti.

Tutto è reso ancora più interessante dalla modalità narrativa: la storia è “spacchettata” in una pluralità di visioni, angoli diversi da cui seguiamo la stessa vicenda e ad ogni angolazione conosciamo un dettaglio in più, un passaggio successivo negli eventi che portano la luce in una vicenda oscura, facendo emergere al contempo rancori, dettagli, incomprensioni, amori e acredini: il quotidiano, l’ordinario che diventa straordinario.

Sono davvero piacevolmente sorpresa e colpita, felice di non aver letto la trama e di essermi fatta sorprendere dal romanzo. Un’ottima prova e una nuova conferma di sensibilità e ricerca di testi diversi che esplorino nuovi orizzonti, nuovi modi di fare, nuove visioni da parte della casa editrice La Nuova Frontiera (un altro loro titolo letto e qui recensito è La figlia unica).

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