1947

di Elisabeth Åsbrink
Iperborea, 2018
314 pagine


  • Bivio
  • Comunità
  • Divenire

C’è solo quest’anno, il 1947, in cui tutto si muove in modo vibrante, senza stabilità e senza meta, perché ogni possibilità è ancora aperta.

Sto cercando di raccogliere l’anno 1947 in un tutt’uno frantumato. È una follia, ma il tempo non mi da pace.

Il mondo costruisce se stesso sul substrato cedevole della dimenticanza.


C’é stato un anno in cui la storia era in bilico, un anno determinante per il futuro mondiale, l’anno in cui si è deciso che direzione dare al mondo.
Nel 1947 tutto poteva ancora succedere.

Il 1947 è l’anno in cui Primo Levi riesce a pubblicare Se questo è un uomo, ma poteva non andare così; è l’anno in cui Orwell, ormai disilluso, trasferitosi in un’isola sperduta fa nascere 1984; è l’anno che vede i gerarchi nazisti portati in salvo da una rete clandestina che vuole rilanciare gli ideali fascisti. E ancora, ma non solo: nel 1947 scoppia la Guerra Fredda, l’ONU riconosce Israele, Dior crea New Look e viene lanciata la moderna jihad, tutto mentre si conia la parola genocidio e si redige la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Questo libro è un mosaico di momenti e luoghi che descrivono avvenimenti personali, comunitari, politici, culturali, economici, letterari: tanti diversi punti di svolta, bivi in cui si è dovuto scegliere in che direzione portare la storia del secondo Novecento.
1947 è il racconto delle fondamenta del nostro oggi.

ATTENZIONE: è un libro che parla di storia ma narrato da romanzo in modo avvincente, per quanto sui generis.

Åsbrink tratteggia abilmente una mappa geopolitica, storica, culturale ma soprattuto umana del nostro mondo, mettendoci davanti agli occhi l’importanza delle scelte che sono state fatte, delle strade intraprese, sia in negativo che in positivo. Spesso leggendo ci si ritrova a chiederci “ma dal passato non abbiamo imparato niente?”.

Voltarsi indietro e conoscere il passato è fondamentale per capire il presente e questo libro è un ottimo modo per iniziare: la scrittura fluida, scorrevole, accattivante è la migliore compagnia per intraprendere questo (necessario) viaggio.

3 commenti

  1. A due ani dalla fine della seconda guerra mondiale, si avvia per l’umanità un nuovo corso della storia
    L’autrice descrive in un libro-reportage, gli eventi che segneranno il futuro, e che cercheranno di fare giustizia del passato dopo l’esperienza del nazismo.
    Il libro può avere varie chiavi di lettura, da quello del romanzo storico a quello interiore e personale dell’autrice, che in un passo dice: “ non è l’anno che voglio ricomporre.
    La ricomposizione riguarda me stessa.
    Secondo me è un libro da leggere che ci fa riflettere, sul passato , sul presente ed anche sul futuro.

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