Manhattan Beach

di Jennifer Egan
Mondadori, 2018
510 pagine
Categoria: VE-NA


  • Determinazione
  • Ombre
  • Fessura

La notte era in ogni dove, tentacolare e nera; riempiva l’auto e circondava Anna. Ma il suo terrore del buio era svanito. Senza sapere né dove né quando, Anna si era consegnata a quella notte, sparendo attraverso una sua fessura. Non un’anima sapeva dove trovarla. Nemmeno Dexter Styles.

La sua fortuna americana li aveva soccorsi. Eddie aveva desiderato disperatamente una fortuna del genere in vita sua: aveva teso la mano nella sua direzione ogni volta che aveva potuto. Ma forse avere fortuna significava non dover tendere la mano.


Lavoravo in biblioteca quando una signora di cui nutro profonda stima mi ha detto: “Ho letto questo libro e ho pensato a te”. La curiosità era grande tanto quanto il timore di rimanerne delusa: volevo assolutamente leggere quel libro ma volevo anche che mi piacesse molto, per serbarne un bel ricordo. Sono passati anni. Egan era da tempo nella lista di autrici da scoprire, quindi ho stabilito che era giunto il momento di Manhattan Beach.

Tre i filoni principali di narrazione che si intrecciano nel panorama della baia di New York durante la seconda guerra mondiale: la principale è Anna Kerrigan che seguiamo in due momenti precisi della sua vita, quando era ancora bambina e poi da giovane donna. Gli altri due filoni sono rappresentati dal padre di Anna, Eddie Kerrigan, orfano di origini irlandesi che si fa strada da solo nella complessa New York e Dexter Styles, rappresentante di spicco della malavita dell’epoca che ci porta in sfavillanti night e in domenicali riunioni di famiglia.

Eddie per un periodo lavora per Dexter Styles, Anna se lo ricorda bene, ha accompagnato il padre al primo incontro tra i due: a pochi giorni dal natale, in una casa di mattoni rossi affacciata sulla spiaggia con il mare potente e gelido da cui Anna era magneticamente attratta tanto quanto lo era dall’aura di mistero che ammantava la conversazione tra i due uomini.

Sono passati anni, Eddie Kerrigan è scomparso e Anna è all’inizio della sua vita da adulta e si affaccia su un mondo che sta per entrare nella seconda guerra mondiale. Per quanto tragico, il momento apre nuove possibilità, piccole fessure destinate ad allargarsi sempre più negli anni a venire e Anna in una di esse trova un pertugio, ci si infila e si fa spazio. Con incredibile determinazione e forza la ragazza supera tutte le barriere che dividono il mondo maschile da quello femminile, sia in ambito lavorativo (è la prima donna palombaro!) che nella vita sociale.

In questo momento cruciale, Anna incontra di nuovo Dexter Styles e riconosce l’uomo che parlava anni addietro sulla spiaggia con suo padre. Da quel momento nulla sarà come prima, nuovi misteri si aggirano attorno alla scomparsa del padre e lei è stoicamente decisa a far luce su cosa è davvero successo.

Seguendo questi tre personaggi Jennifer Egan ci accompagna in anni cruciali per il mondo occidentale e per il ruolo femminile nella società pur non scrivendo un saggio storico. È l’embrione del cambiamento, la crepa da cui diparte una nuova apertura e questo ambiente è da film, è incredibile e ha tutto quello che serve: marinai, gangster, luci sfavillanti dei night, sommozzatori, banchieri, uomini del sindacato, italiani e irlandesi, razzismo ma anche riscatto sociale.

È un romanzo poderoso e intrigante e davvero alla fine ho pensato che se a Nelvia sono venuta in mente mentre leggeva di Anna Kerrigan non posso che essere felice e orgogliosa.

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