Origini

di Saša Stanišić
Keller, 2021
383 pagine
Categoria: Venezia-Napoli


  • Jugoslavia
  • Sferzante
  • Casualità

A Višegrad sono pochissimi i luoghi che riesco a guardare con spensieratezza. Pochissimi i ricordi soltanto personali. Pochissimi quelli senza appendice, senza note a piè di pagina su criminali e vittime e sugli orrori di cui quei luoghi sono stati teatro.

Leggevo. Studiavo. Suonavo Bach con la chitarra e mi esercitavo a sbattere su e giù la testa a ritmo metal, e a volte chiudevo semplicemente gli occhi, a lungo, per inventare me stesso.

Scriverò più di un inizio e troverò più di un finale, mi conosco ormai. Senza divagazioni le mie storie non sarebbero mie. La divagazione è il tratto distintivo della mia scrittura. La mia avventura.


Partiamo dalle cose importanti: la copertina è una tra le più belle del 2021, il font è particolare e ricercato, la cura dei dettagli è alta e notevole per tutto il volume. Origini è proprio un bell’oggetto da avere tra le mani, elemento non così di poco conto per i morbosi come me.

Si certo, c’è anche la storia raccontata da Stanišić: una storia dura, una storia personale che racchiude in sé tutti gli elementi cardine, i temi di dibattito (e le contraddizioni) dell’Europa contemporanea.

Saša Stanišić ci porta nella Jugoslavia di Tito; ci racconta un sogno d’integrazione che viene scosso, percorso, distrutto dal razzismo e dall’odio etnico; ci porta a vivere con lui la fuga dalla patria e ci dice cosa si prova ad esser migranti, alla difficoltà d’integrazione spesso molto diversa tra genitori e figli; e in tutto questo i rapporti familiari, gli affetti, i ricordi e la demenza senile.

Elemento cruciale: tutti questi temi così ostici e scottanti sono trattati con grande freschezza e innovazione, con uno sguardo giovane e nuovo (necessario) e con uno stile decisamente particolare e personale.

Pietra angolare: una vena d’ironia che percorre le pagine e spunta di quando in quando in fulminanti battute sagaci che non possono non far sorridere il lettore.

Cosa voglio dire dunque?

Voglio dire che Origini è un libro per nulla banale, intelligente e genuino.

Voglio dire che chiunque critichi chi fugge dalla terra in cui è cresciuto dovrebbe prima calarsi nei panni di chi arriva.

Voglio dire che quello che ci sembra così lontano in realtà è successo anche nella storia recente, dietro casa: dalla storia abbiamo imparato sempre poco.

E infine voglio anche dire che condivido pienamente il perno del discorso di Saša Stanišić: le vite sono costituite da casualità, e il luogo in cui nasci, che spesso ti determina, è la prima grande casualità di ogni vita.

P.S.: c’è una sorpresa nel finale che non vi rivelo ma che ho adorato!

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